Curiosità sui capelli

    Sin dall’antichità ai capelli sono stati affidati i compiti e le simbologie più disparate.
    Ecco alcune curiosità sulla chioma che forse non tutti conoscono!

    Armi di seduzione, sfoggio di virilità o influenzatori delle sorti: nel tempo i capelli hanno assunto vari ruoli, a seconda delle culture e delle credenze popolari. Senza dubbio i capelli hanno sempre avuto un’importanza speciale, legata ad una particolare simbologia, spesso al limite tra magia e realtà.

    Nell’antichità, ad esempio, si credeva che una folta e rigogliosa capigliatura simboleggiasse forza e potenza fisica e che, allo stesso tempo, la perdita della chioma potesse significare perdita della forza. Questo è ciò che viene raccontato anche nell’avventura biblica di Sansone, l’eroe invincibile dalle lunghe trecce che perse la sua forza quando gli vennero tagliati i capelli con l’inganno.

    Il potere dei capelli!

    Sono molti i testi sacri e mitologici delle più svariate culture che associano ai capelli forza e virilità: non soltanto nell’antichità più lontana, ma anche nel Medioevo i monarchi francesi non tagliavano mai i capelli, lasciandoli sciolti a simboleggiare il loro potere. In quest’epoca per eccellenza di stregonerie e superstizioni, tutto ciò che riguardava i capelli era  gestito con grande attenzione. Nel caso in cui i capelli venissero tagliati ci si preoccupava di raccoglierli e bruciarli, per evitare che potessero cadere in mani nemiche: sembra infatti che i capelli fossero impiegati in numerose pozioni magiche che maghi e fattucchiere preparavano per gli usi più svariati.

    I capelli furono anche pegno d’amore: dopo essere stati legati in piccole ciocche con nastri multicolore, venivano consegnati come simbolo del proprio amore. In molte culture, invece, il taglio dei capelli era considerato un disonore da riservare solamente ai nemici sconfitti in battaglia.

    Parrucche... di corte! 

    È solo a partire dal Seicento che i capelli iniziano ad essere associati al concetto di estetica. In questo periodo, infatti, nelle corti più rinomate si iniziano a creare fantasiose pettinature, per stupire gli invitati durante feste sfarzose. Anche le parrucche iniziarono ad essere sempre più utilizzate: se ne richiedevano modelli sempre più voluminosi ed imponenti, a simboleggiare il proprio rango sociale.

    Nel Settecento, invece, dopo secoli di utilizzi ornamentali o legati a superstizioni, per la prima volta i capelli vennero impiegati per scopi scientifici. Nel Secolo dei Lumi fu infatti inventato l’Igrometro: uno strumento in grado di misurare l'umidità ambientale basandosi sulla variazione della lunghezza di un ciuffo di capelli al variare dell'umidità relativa. Si scoprì infatti che il capello umano, se esposto a umidità, subisce un allungamento all'aumentare dell'umidità.

    Capelli sotto esame

    Un secolo più tardi, i medici iniziarono ad esaminare i capelli dei propri pazienti per capirne lo stato di salute. Questi infatti sono portatori di informazioni utilissime: i capelli, se correttamente analizzati, riescono a segnalare incubazioni di malattie, evoluzione delle stesse, o mancanza di sostanze indispensabili all'organismo.

    Anche la medicina tradizionale cinese affida ai capelli la capacità di indicare lo stato di salute. Questa particolare medicina associa lo stato di salute dei reni ai capelli: un famoso detto cinese recita “Se i Reni sono forti, i denti sono saldi e i capelli crescono bene. Se l’energia dei Reni declina, i capelli cadono e si cominciano a perdere di denti ”.

    Capigliature ai giorni nostri 

    Oggi, alcuni retaggi superstiziosi sono stati superati, altri invece sono rimasti nonostante l’evolversi della cultura. Alcune persone, ad esempio, pensano che chi possiede una bella capigliatura sia più piacente di chi invece è calvo. Altri invece credono che i calvi siano più affascinanti, ed anche chi sta iniziando a perdere i capelli preferisce radersi integralmente per essere più affascinante ed ordinato. Alcuni ancora ritengono che la perdita di capelli sia un problema, e cercano in tutti i modi un rimedio alla situazione.

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    Il metodo di assunzione è molto semplice: nella fase di attacco, per i primi 3 mesi, si consiglia l’assunzione di 2 capsule in due singole somministrazioni lontano dai pasti. Nei 3 mesi successivi, per un’azione di mantenimento, si consiglia di assumere 1 sola capsula a stomaco vuoto.

     

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    • Jun 07, 2021
    • Categoria: Blog
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